
La gestione dei rifiuti, inclusi quelli verdi, è regolata da normative precise, tra cui il Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER). Questo catalogo assegna a ogni categoria di rifiuto un codice univoco, che identifica la tipologia, la provenienza e il livello di pericolosità del rifiuto. Il codice CER permette di determinare le corrette operazioni di smaltimento o recupero, garantendo così un trattamento sicuro e sostenibile per l’ambiente.
Ma qual è il codice CER sfalci e potature? E come devono essere smaltiti secondo le norme vigenti? Continua a leggere questa guida completa per trovare tutte le risposte e assicurarti di gestire correttamente i tuoi rifiuti vegetali.
Qual è il codice CER Sfalci e Potature?
Il codice CER assegnato agli sfalci e potature è 20 02 01, un codice che si applica ai rifiuti vegetali prodotti dalla manutenzione di giardini, parchi e aree verdi, come l’erba tagliata, i rami potati, le foglie, le sterpaglie e i residui di piante. Questi materiali sono definiti rifiuti verdi o rifiuti vegetali e, pur essendo naturali, devono essere gestiti correttamente per evitare impatti ambientali o rischi per la salute.
Che tipo di rifiuti comprende questa categoria?
- Erba tagliata: Risultato del taglio dell’erba in parchi, giardini, campi sportivi o aree pubbliche.
- Rami potati: Residui delle potature di alberi e arbusti, inclusi piccoli rami e foglie cadute.
- Sterpaglie: Vegetazione secca o in eccesso, come cespugli e rami morti, che possono accumularsi.
- Foglie cadute: Le foglie che si accumulano naturalmente durante il cambio di stagione o a seguito della manutenzione del verde.
Pur trattandosi di rifiuti biodegradabili bruciarli indiscriminatamente non sempre è consentito, come neanche buttarli nei normali cassonetti dei centri urbani destinati ai rifiuti non differenziati.
Codice CER 200201: Rifiuti Biodegradabili
Il codice CER 20 02 01 si riferisce ai rifiuti biodegradabili, che includono principalmente quelli generati dalla manutenzione di giardini e aree verdi. Un codice correlato è il 20 02 02, che invece riguarda i rifiuti provenienti da giardini e parchi, compresi quelli dei cimiteri, e che comprende materiali come terra e rocce.
Qual è la differenza? Si basa principalmente sulla la tipologia specifica di rifiuto prodotto e il modo in cui questi rifiuti vengono generati. Nel caso dei rifiuti biodegradabili (20 02 01) sono derivanti dalla manutenzione di giardini, parchi e aree verdi, quindi, tutti materiali vegetali completamente biodegradabili, ovvero rifiuti organici che possono essere trattati attraverso processi naturali come il compostaggio o la decomposizione per la produzione di fertilizzanti organici.
Il codice 20 02 02, invece, include rifiuti da giardini e parchi che possono non essere esclusivamente organici o biodegradabili. Tra questi materiali si possono trovare:
- Pietre decorative,
- Terra e substrati usati per piantumazioni,
- Fiori secchi o decorazioni non biodegradabili dai cimiteri,
- Parti non biodegradabili (es. legno trattato o plastica).
Entrambi questi codici fanno parte del Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER), un sistema di classificazione dei rifiuti che li divide in base alla loro origine e natura, per facilitare la gestione corretta, lo smaltimento o il recupero.
Vediamo nel dettaglio come si legge e si interpreta il codice 20 02 01. È composto da tre coppie di numeri che seguono una struttura gerarchica. Ognuna di queste coppie fornisce informazioni specifiche sul rifiuto:
- Primi due numeri: 20 – Identificano il capitolo o la categoria principale del rifiuto.
- Seconda coppia di numeri: 02 – Specificano la sottocategoria del rifiuto all’interno della categoria principale.
- Ultimi due numeri: 01 – Definiscono il tipo specifico di rifiuto all’interno della sottocategoria.
Ora analizziamo ogni parte: I numeri 20 identificano i rifiuti appartenenti alla categoria dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilabili. Questi sono rifiuti prodotti da attività domestiche o urbane, raccolti dai comuni o da aziende appaltate. La categoria 20 comprende vari tipi di rifiuti, come quelli derivanti dalla raccolta differenziata, dai mercati, dalle pulizie delle strade e, appunto, dalla gestione delle aree verdi. I numeri 02 indicano i rifiuti derivanti dalla manutenzione di giardini e parchi. Questa sottocategoria riguarda tutti i rifiuti che provengono dalle attività di cura e gestione delle aree verdi, come taglio dell’erba, ramaglie, potature, raccolta di foglie e altre attività di giardinaggio. Il numero 01 indica il tipo specifico di rifiuto, ovvero i rifiuti biodegradabili.
Smaltimento Sfalci e Potaure

In tal caso, non sono considerati rifiuti e possono essere trasportati con un documento di trasporto ordinario, purché siano rispettati i requisiti di legge.
Sfalci e potature sono rifiuti: Cosa dice il nuovo decreto legge?
Il Decreto Legislativo n. 116/2020, entrato in vigore il 26 settembre 2020, ha introdotto importanti modifiche alla gestione dei rifiuti in Italia, in particolare per quelli provenienti da sfalci e potature. Questo decreto è parte dell’attuazione della Direttiva Europea 2018/851 e fa parte del “Pacchetto Economia Circolare”.
Una delle principali novità è che ora sfalci e potature provenienti dal verde pubblico, come parchi e giardini gestiti dai comuni, vengono classificati come rifiuti urbani. Questo significa che devono essere raccolti e smaltiti seguendo le regole comunali per i rifiuti urbani. Invece, se gli stessi rifiuti derivano da attività di giardinaggio eseguite da aziende per conto di privati (ad esempio per la manutenzione di giardini privati), vengono considerati sempre come rifiuti speciali non pericolosi, e devono essere smaltiti in impianti autorizzati specifici, non nei normali centri di raccolta comunali.
Un altro aspetto importante riguarda la possibilità di considerare sfalci e potature come sottoprodotti. Questo può avvenire quando questi materiali non vengono trattati come rifiuti, ma riutilizzati per scopi utili, come la produzione di energia (ad esempio biogas) o compostaggio. Tuttavia, per classificare questi materiali come sottoprodotti, devono essere rispettate condizioni specifiche previste dalla legge, altrimenti devono essere gestiti come rifiuti.
Inoltre, è stato chiarito che tali rifiuti se derivanti da attività agricole o forestali possono essere esclusi dalla normativa, a condizione che vengano utilizzati per scopi agricoli, forestali o per produrre energia, senza rischi per l’ambiente o la salute umana. Questo esonera queste attività dal dover seguire le procedure standard di smaltimento dei rifiuti speciali.
Dove buttare sfalci e potature?

Come funziona allora per sfalci e potature di giardini privati? Se derivano da lavori eseguiti da un’impresa (ad esempio un’azienda di giardinaggio che lavora per un privato), questi vengono classificati come rifiuti speciali non pericolosi.
In questo caso, non possono essere portati ai centri di raccolta comunali, ma devono essere smaltiti in impianti autorizzati a trattare rifiuti speciali. Questi impianti sono spesso specializzati nel compostaggio o in altre forme di recupero energetico.
Bruciare sfalci e potature è reato?
Bruciare sfalci e potature può essere considerato reato in alcune circostanze, ma non sempre. La legge italiana prevede delle regole specifiche che distinguono tra la pratica agricola consentita e la combustione illecita di rifiuti.
Se gli sfalci e potature derivano da attività agricole o forestali e vengono bruciati nel luogo di produzione, in piccole quantità (massimo 3 metri steri per ettaro al giorno) e seguendo le buone pratiche colturali e del buon senso, non è considerato un reato. Questa pratica è consentita dalla legge (art. 185 del D.Lgs. 152/2006) purché il materiale bruciato sia naturale e la combustione non causi danni all’ambiente o alla salute umana. Alcune regioni o comuni, tuttavia, possono vietare questa pratica in determinati periodi dell’anno, ad esempio per prevenire incendi o ridurre l’inquinamento atmosferico.
Al contrario, bruciare sfalci e potature fuori dalle condizioni previste, o bruciare grandi quantità di materiale o materiali non agricoli (come plastica o legno trattato), può essere considerato un reato di combustione illecita di rifiuti. Questo reato è disciplinato dall’art. 256-bis del D.Lgs. 152/2006, che prevede sanzioni anche gravi, soprattutto se si mette in pericolo l’ambiente o la salute pubblica.
Ritiro Sfalci e Potature

Se ti affidi a un’impresa di giardinaggio per la manutenzione del tuo giardino, generalmente sarà l’azienda stessa a occuparsi del ritiro e smaltimento degli sfalci e potature. In questi casi, sono considerati rifiuti non pericolosi ma comunque speciali e devono essere trattati presso impianti autorizzati.
Se non vuoi gestire tu stesso lo smaltimento, specialmente in caso di grandi quantità di rifiuti, puoi affidarti a Codicecer.it. Il nostro servizio ti mette in contatto con ditte specializzate che offrono il ritiro a domicilio. Grazie alla nostra rete di trasportatori qualificati, ci occupiamo di smaltire non solo sfalci e potature, ma anche altri tipi di rifiuti come calcinacci, cartongesso, ferro e rottami metallici, e persino rifiuti tossici. Collaboriamo con discariche autorizzate per garantire uno smaltimento sicuro e rispettoso dell’ambiente.
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