Il catrame è un materiale denso, vischioso e scuro ottenuto dalla distillazione del carbone, del petrolio o di altre materie organiche. È composto principalmente da idrocarburi aromatici policiclici (IPA) e altre sostanze organiche complesse. Il catrame è usato in vari ambiti industriali, tra cui la costruzione di strade (in forma di bitume), la produzione di materiali isolanti e in alcune lavorazioni chimiche.
Il catrame, quando viene considerato un rifiuto, è classificato come rifiuto pericoloso a causa della sua composizione chimica potenzialmente tossica e cancerogena, il che rende necessario un trattamento speciale per lo smaltimento. Vuoi sapere di più su come si deve effettuare lo smaltimento catrame? Affidati a Codicecer.it!
Smaltimento Catrame: Che tipo di rifiuto è?

In Europa, la classificazione dei rifiuti avviene tramite il Codice Europeo dei Rifiuti (CER), che assegna un codice specifico a ogni tipo di rifiuto. I rifiuti pericolosi sono contrassegnati con un asterisco (*) accanto al codice. Per il catrame, i codici più comuni sono:
- CER 05 01 07* (catrami acidi),
- CER 05 01 08 (altri catrami, derivati dai processi di raffinazione del petrolio),
- CER 17 03 01* (materiali bituminosi contenenti catrame, utilizzati in ambito edile o stradale).
La corretta gestione del catrame inizia sempre con la sua classificazione, perché non tutto il catrame è uguale. A seconda della sua origine, composizione e utilizzo, il catrame può essere identificato con codici diversi. Ad esempio, può derivare da:
- Processi industriali e petroliferi, come i residui della raffinazione,
- Materiali da costruzione contenenti catrame, come guaine, onduline e carta catramata,
- Residui di distillazione del catrame.
Questa classificazione è essenziale per definire se il catrame deve essere trattato come rifiuto pericoloso o non pericoloso e quale metodo di smaltimento sia necessario per garantire la sicurezza ambientale.
Smaltimento Catrame o Guaina Bituminosa?
Il catrame e la guaina bituminosa, pur essendo entrambi derivati dal bitume, sono materiali diversi con usi distinti. Il catrame è una sostanza densa e appiccicosa ottenuta dalla distillazione di materiali organici come carbone o legno. Viene principalmente utilizzato per impermeabilizzare o costruire strade, ma il suo utilizzo è stato notevolmente ridotto a causa della sua elevata tossicità. Il catrame contiene infatti sostanze pericolose per la salute, tra cui agenti cancerogeni, motivo per cui è sempre meno presente nelle costruzioni moderne.
La guaina bituminosa, invece, è un materiale più recente e avanzato rispetto al catrame. Viene impiegata soprattutto per l’impermeabilizzazione di superfici come tetti o fondazioni. È realizzata con bitume modificato con polimeri, che la rendono più resistente e flessibile rispetto al catrame. Viene venduta in rotoli o pannelli e applicata mediante riscaldamento per farla aderire alle superfici. Grazie a queste caratteristiche, la guaina bituminosa ha soppiantato il catrame in molte applicazioni edilizie.
Sebbene entrambi siano derivati dal bitume, la guaina bituminosa è più comune nelle costruzioni moderne, mentre il catrame è stato progressivamente eliminato. Per questo motivo si parla molto più spesso dello smaltimento della guaina bituminosa: il catrame è ormai raro e, di conseguenza, le questioni legate al suo smaltimento sono meno frequenti. La guaina bituminosa, essendo ancora ampiamente utilizzata, è al centro delle normative più recenti in materia di smaltimento.
Anche le miscele bituminose utilizzate per la pavimentazione stradale non sono catrame puro, ma un mix di bitume (o asfalto) e aggregati come sabbia, ghiaia o pietrisco. Queste miscele, come la guaina bituminosa, vengono usate principalmente per costruire strade e devono essere smaltite secondo regolamentazioni specifiche.
Il catrame, proprio perché contiene sostanze tossiche, è stato abbandonato progressivamente e oggi lo si ritrova solo in vecchie strutture che necessitano di manutenzione o demolizione. Il suo smaltimento è meno rilevante rispetto a quello della guaina bituminosa, che è tuttora largamente utilizzata. Tuttavia, smaltire entrambi i materiali richiede l’intervento di aziende autorizzate e specializzate perché sia il catrame che la guaina bituminosa sono classificati come rifiuti speciali.
Come si smaltisce il catrame?
Il catrame, a prescindere dal fatto che sia classificato come rifiuto pericoloso o non pericoloso, deve essere gestito con estrema attenzione. La determinazione della sua pericolosità avviene solo dopo un’accurata analisi chimica del materiale, che consente di attribuirgli un codice CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti). Questo codice serve per identificarne la natura e la modalità corretta di smaltimento.
In ogni caso, il catrame è considerato un rifiuto speciale. Questo significa che non può essere smaltito autonomamente o trattato come rifiuti comuni. La normativa prevede che il suo smaltimento venga gestito esclusivamente da aziende specializzate e autorizzate, che dispongono delle competenze e delle attrezzature necessarie per trattare in sicurezza materiali potenzialmente pericolosi per l’ambiente e la salute umana.
Perché questo processo è così rigoroso? Il catrame contiene spesso sostanze tossiche pericolose che possono rappresentare un rischio se non gestiti correttamente. Lo smaltimento improprio potrebbe causare contaminazione del suolo o delle acque e mettere in pericolo la salute pubblica. Le aziende autorizzate sono soggette a rigide normative ambientali che garantiscono che il rifiuto venga trattato e smaltito in modo sicuro, minimizzando l’impatto ambientale e rispettando le leggi in vigore.
Come funziona?
- Analisi e classificazione del catrame: prima di iniziare il processo di smaltimento, è necessario identificare la composizione chimica del rifiuto attraverso un’analisi dettagliata che serve a determinare se verrà classificato come “rifiuto pericoloso” o “non pericoloso”. In base all’analisi, viene assegnato al materiale un codice CER che definisce esattamente come deve essere trattato e smaltito.
- Raccolta e stoccaggio temporaneo: una volta classificato, il catrame viene raccolto e stoccato in appositi contenitori, progettati per evitare perdite o contaminazioni. Ogni contenitore deve essere omologato e etichettato in base alla classificazione del materiale.
- Trasporto verso impianti autorizzati: naturalmente, il catrame non può essere trasportato da chiunque durante lo smaltimento. Solo aziende specializzate, in possesso delle autorizzazioni necessarie, possono gestire il trasporto di rifiuti speciali. Il trasporto avviene verso impianti appositamente attrezzati per il trattamento o lo smaltimento dei rifiuti pericolosi.
- Trattamento e smaltimento finale
Una volta arrivato negli impianti autorizzati, il catrame può essere trattato in modi diversi a seconda della sua classificazione:- Se è pericoloso, viene sottoposto a processi di trattamento che possono includere l’incenerimento in forni speciali, progettati per abbattere le sostanze tossiche e ridurre al minimo l’impatto ambientale. Gli impianti di incenerimento per rifiuti pericolosi sono dotati anche di filtri e sistemi di controllo delle emissioni per impedire la dispersione di sostanze nocive nell’atmosfera.
- Se è non pericoloso, può essere riciclato o smaltito in discariche per rifiuti speciali.
Tutte le fasi del processo, dall’analisi iniziale alla gestione finale, sono documentate. Le aziende che gestiscono l’operazione devono fornire un Formulario Identificativo dei Rifiuti (FIR), che traccia ogni passaggio del materiale, garantendo che venga gestito in modo conforme alle leggi.
Dove si smaltisce il catrame?
Se devi smaltire del catrame, è fondamentale sapere che non puoi farlo in autonomia: devi affidarti a impianti autorizzati, attrezzati per gestire rifiuti pericolosi. Gli impianti di incenerimento e le discariche per rifiuti speciali sono progettati per prevenire contaminazioni ambientali grazie a sistemi di impermeabilizzazione e monitoraggio continuo.
Il primo passo sarà contattare una ditta specializzata e autorizzata per lo smaltimento dei rifiuti, che abbia tutte le certificazioni richieste dalle autorità competenti, come l’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali. Dopo aver richiesto un preventivo gratuito, l’azienda ti chiederà dettagli specifici sul catrame da smaltire, come la quantità e la provenienza, ed eventualmente organizzerà un sopralluogo. Una volta definito l’accordo, si occuperanno del prelievo, trasporto e smaltimento del materiale in impianti certificati, rilasciandoti il Formulario Identificativo dei Rifiuti (FIR) per confermare il corretto smaltimento.
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Smaltimento onduline catramate

Il loro smaltimento richiede regole specifiche. Le onduline catramate vengono trattate come rifiuti da costruzione e demolizione, e il codice CER che si applica dipende dalla loro composizione e provenienza. I codici più comuni sono:
- 170301: miscele bituminose contenenti catrame.
- 170302: miscele bituminose senza catrame pericoloso.
Come per il catrame, anche questi rifiuti devono essere smaltiti da aziende specializzate nel trattamento dei rifiuti speciali. L’utente non può gestire autonomamente lo smaltimento, ed è necessario che il materiale venga raccolto, trasportato e smaltito in conformità con le normative vigenti.
Smaltimento guaina catramata
La guaina catramata è un materiale largamente utilizzato per impermeabilizzare tetti e fondazioni. Composta da un supporto in fibra o tessuto impregnato di catrame, offre un’eccellente resistenza all’acqua. Tuttavia, quando arriva il momento di sostituirla o rimuoverla, diventa un rifiuto che richiede un trattamento specifico.
Essendo impregnata di catrame, la guaina catramata è considerata un rifiuto speciale e, per via delle possibili sostanze nocive, va smaltita con la massima attenzione. Anche in questo caso, non è possibile gestire autonomamente il processo di smaltimento, che dovrà essere affidato a ditte specializzate e autorizzate. Il procedimento prevede tre fasi principali: la raccolta, lo stoccaggio temporaneo e infine lo smaltimento o recupero in impianti autorizzati, il tutto in conformità con le normative ambientali.
Ricordati che smaltire questi materiali senza seguire le procedure può comportare sanzioni, quindi affidati sempre a professionisti per evitare rischi.























