Cosa offriamo?
- Ti mettiamo in contatto con ditte autorizzate per il ritiro e lo smaltimento di rifiuti pericolosi e tossici, in tutta Italia.
- Il servizio copre sostanze chimiche, oli esausti, batterie, rifiuti sanitari, RAEE, vernici e solventi, amianto e altre categorie classificate come pericolose.
- Le aziende partner gestiscono classificazione CER, imballaggio, trasporto e conferimento a impianti autorizzati, con tracciabilità completa.
- Il preventivo è gratuito e senza impegno. Richiedilo online e vieni ricontattato da un professionista della tua zona.
Come funziona lo smaltimento dei rifiuti pericolosi?
Per gestire e smaltire correttamente i rifiuti pericolosi esistono due strade alternative, a seconda che si tratti di piccoli quantitativi domestici o di rifiuti prodotti da attività d'impresa.
I privati possono trasportare gratuitamente in autonomia solo piccoli rifiuti domestici pericolosi (come batterie, vernici o neon) presso l'isola ecologica comunale, identificandosi con la tessera sanitaria o la bolletta TARI.
Le aziende hanno l'obbligo di legge di tracciare ogni scarto produttivo. Per questo devono ingaggiare una ditta autorizzata che ritiri il rifiuto in sede, compili il Formulario di Identificazione (FIR) e ne garantisca il trasporto sicuro su strada (ADR) fino all'impianto di smaltimento.

Smaltimento a norma
Come richiedere il ritiro dei tuoi rifiuti tossici o pericolosi?
Ottenere un ritiro a norma di legge per la tua attività richiede solo 4 passaggi:

Preventivo online gratuito
Indichi tipologia e quantità di rifiuti pericolosi da ritirare.

Classificazione CER
La ditta definisce il Codice CER e le modalità dell'intervento.

Ritiro e trasporto ADR
Operatori qualificati imballano e prelevano i rifiuti con mezzi omologati ADR.

Tracciabilità FIR
Ricevi il Formulario di Identificazione dei Rifiuti (FIR) a norma di legge.

Perché affidare la gestione dei rifiuti pericolosi a CodiceCER.it?

- Rete di ditte autorizzate attive su tutto il territorio nazionale, specializzate nella gestione di rifiuti pericolosi.
- Un solo contatto per richiedere più preventivi, senza dover cercare tu stesso impianti e smaltitori.
- Gestione documentale inclusa per gli adempimenti obbligatori.
- Preventivo gratuito, pensato sia per aziende con produzione continuativa sia per situazioni occasionali.
A chi ci rivolgiamo?
| Tipologia di richiedente | Situazione tipica | Cosa risolve il servizio |
|---|---|---|
| Aziende manifatturiere e industriali | Oli esausti, solventi, scarti di processi chimici | Smaltimento tracciato e conforme al D.Lgs 152/2006 |
| Officine e autofficine | Batterie esauste, oli minerali, filtri | Ritiro periodico con documentazione a norma |
| Strutture sanitarie e veterinarie | Rifiuti ospedalieri, farmaci scaduti, materiale infetto | Smaltimento con protocolli specifici per rifiuti a rischio infettivo |
| Privati | Vernici, pesticidi, farmaci scaduti, batterie domestiche | Ritiro dedicato per grandi quantità |
Quanto costa smaltire rifiuti pericolosi?
Il costo per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi varia in base alla classe di pericolosità (HP), ai volumi da ritirare, alla necessità di analisi chimiche di laboratorio e alla distanza del trasporto ADR.
Il preventivo è gratuito e senza impegno. Puoi valutarlo con calma prima di confermare il ritiro.
Richiedi il preventivo gratuitoTutto quello che devi sapere
Cosa sono i rifiuti pericolosi?
I rifiuti pericolosi sono quei rifiuti che, per le loro proprietà fisiche, chimiche o biologiche, possono presentare un rischio significativo per la salute umana o per l'ambiente. Includono sostanze tossiche, infiammabili, corrosive, reattive, radioattive o patogene, e richiedono procedure speciali di raccolta, trasporto e smaltimento per minimizzare i rischi.
I rifiuti si dividono in due grandi gruppi in base alla provenienza: urbani e speciali. All'interno di ciascuna categoria si distinguono poi rifiuti pericolosi e non pericolosi.
- Rifiuti urbani pericolosi: includono oggetti di uso comune ma nocivi, come farmaci scaduti e batterie;
- Rifiuti speciali pericolosi: comprendono una gamma più ampia di scarti produttivi, dagli oli esausti ai residui della lavorazione industriale.
I principali rifiuti pericolosi
Clicca sulle voci per leggere degli esempi.
Rifiuti chimici domestici
Detergenti corrosivi (es. disgorganti), vernici a solvente, diluenti nitro, acquaragia, impregnanti e pesticidi per il giardinaggio.
RAEE pericolosi
Televisori e monitor, frigoriferi, congelatori, condizionatori, smartphone, computer e tubi al neon o lampadine a risparmio energetico.
Rifiuti industriali e artigianali
Oli minerali ed esausti di motore/lubrificazione, solventi di lavaggio, morchie di verniciatura e filtri olio.
Rifiuti agricoli
Fitofarmaci e pesticidi usati o scaduti, taniche vuote non bonificate di prodotti chimici e oli esausti dei mezzi agricoli.
Rifiuti ospedalieri e sanitari
Aghi, siringhe, bisturi usati, garze e materiali contaminati da fluidi corporei, e farmaci scaduti.
Rifiuti radioattivi
Generati da industrie nucleari, laboratori di ricerca o strutture mediche che usano isotopi.
Rifiuti biologici
Materiali infetti o organismi geneticamente modificati.

Le classi di pericolosità
Ogni rifiuto pericoloso viene classificato secondo una o più classi di pericolosità (HP), definite a livello europeo:
| Codice | Caratteristica di pericolo |
|---|---|
| HP 1 | Esplosivo |
| HP 2 | Comburente |
| HP 3 | Infiammabile |
| HP 4 | Irritante (pelle e occhi) |
| HP 5 | Tossicità per organi specifici o respiratoria |
| HP 6 | Tossicità acuta |
| HP 7 | Cancerogeno |
| HP 8 | Corrosivo |
| HP 9 | Infettivo |
| HP 10 | Tossico per la riproduzione |
| HP 11 | Mutageno |
| HP 12 | Emittente gas tossici |
| HP 13 | Sensibilizzante |
| HP 14 | Ecotossico |
| HP 15 | Non immediatamente pericoloso, ma può diventarlo |
Queste classificazioni guidano le fasi successive di imballaggio, trasporto, trattamento e smaltimento finale.
Alcuni esempi pratici di codici CER pericolosi
Qual è la normativa che regola i rifiuti pericolosi in Italia?
Lo smaltimento dei rifiuti pericolosi è disciplinato da un insieme di norme europee e nazionali:
- Direttiva 2008/98/CE, che stabilisce i principi generali di gestione dei rifiuti in Europa tra cui prevenzione, riciclo, tracciabilità e riduzione dell'uso di risorse naturali.
- Regolamento (UE) n. 1357/2014, che definisce le caratteristiche di pericolo (le classi HP viste sopra) che rendono un rifiuto classificabile come pericoloso.
- Decreto Legislativo 152/2006 (Codice dell'Ambiente), che regola raccolta, trasporto, trattamento e smaltimento di tutti i rifiuti prodotti in Italia, inclusi quelli speciali pericolosi.
- Normativa ADR (Accordo europeo relativo al trasporto internazionale su strada delle merci pericolose), che regola il trasporto di questi materiali.
- Regolamento REACH, per la gestione delle sostanze chimiche.
- Convenzione di Basilea, che impone standard per il trasporto e lo smaltimento transfrontaliero dei rifiuti pericolosi.
Chi produce rifiuti pericolosi — privato o azienda — ha l'obbligo di conferirli presso centri autorizzati e di registrarne la produzione. Trasportatori e impianti devono garantire tracciabilità e conformità in ogni fase del processo.
Etichettatura dei rifiuti pericolosi
L'etichettatura è obbligatoria già nel deposito temporaneo ed è a carico del produttore, che deve indicare la natura del rifiuto, i rischi e le norme di sicurezza. I pittogrammi internazionali (come i simboli di tossicità, corrosività e infiammabilità) comunicano subito il pericolo in modo chiaro e universale.


Imballaggio e trasporto
L'imballaggio deve isolare del tutto il rifiuto con contenitori sigillati, resistenti e dotati di pittogrammi visibili; se non è a norma, il trasportatore può rifiutare il carico. La movimentazione avviene esclusivamente su veicoli specializzati con conducenti abilitati secondo la normativa ADR.
Il deposito temporaneo
Le aziende possono raggruppare temporaneamente i rifiuti pericolosi nel luogo di produzione senza licenza speciale, rispettando un limite massimo di 10 m³ (su 30 m³ totali) e una durata massima di un anno. È obbligatorio separare i rifiuti per tipologia in stoccaggi sicuri. Il mancato rispetto di queste regole comporta sanzioni equiparate all'abbandono illecito di rifiuti.

Come avviene lo smaltimento dei rifiuti pericolosi?
Prima di smaltire un rifiuto pericoloso, il produttore deve identificarne l'origine e la composizione per assegnare il corretto Codice CER. Se il codice da solo non basta, sono necessarie analisi chimiche di laboratorio (caratterizzazione) per definirne con esattezza la pericolosità.
In base ai risultati analitici, il rifiuto viene inviato in impianti autorizzati per il recupero oppure per lo smaltimento definitivo tramite tre trattamenti principali:
- Incenerimento controllato
- Neutralizzazione chimica
- Solidificazione o stabilizzazione
(per ridurne la pericolosità prima della discarica)

I documenti obbligatori
- Formulario di Identificazione dei Rifiuti (FIR)
accompagna il rifiuto durante il trasporto, con quantità, tipologia, codice CER e dati di produttore, trasportatore e destinatario. È obbligatorio per ogni movimentazione di rifiuti pericolosi. - Registro di Carico e Scarico
obbligatorio per le aziende che producono, trasportano o gestiscono rifiuti pericolosi, va aggiornato con ogni movimento di produzione e smaltimento. - Autorizzazioni e certificati
le aziende coinvolte nella gestione devono possedere le autorizzazioni necessarie per operare legalmente.
Dove puoi smaltire i rifiuti pericolosi?
| Soggetto | Percorso di smaltimento |
|---|---|
| Privati | Centri di raccolta comunali o isole ecologiche, per batterie, vernici, pesticidi, farmaci scaduti, piccole apparecchiature elettroniche |
| Aziende | Ditte autorizzate e certificate, che classificano il rifiuto (codice CER), organizzano il trasporto con veicoli specializzati e scelgono impianti di trattamento autorizzati |
Domande frequenti sullo smaltimento rifiuti pericolosi
Quanto costa il servizio di ritiro professionale dei rifiuti pericolosi?
Il costo varia in base a tipologia, classe di pericolosità, quantità ed eventuale necessità di analisi di caratterizzazione. Su Codicecer.it puoi richiedere un preventivo gratuito e senza impegno, confrontando le proposte delle ditte autorizzate della rete.
Il servizio è disponibile anche per piccole quantità?
Sì, anche se il servizio di ritiro professionale è pensato soprattutto per aziende e attività con produzione continuativa. Per piccole quantità occasionali, un privato può spesso rivolgersi ai centri di raccolta comunali o alle isole ecologiche.
Chi è responsabile della classificazione del rifiuto?
La responsabilità della classificazione tramite codice CER è del produttore del rifiuto. Quando il codice non basta a definire la pericolosità, può essere necessaria una caratterizzazione con analisi di laboratorio.
Per quanto tempo si possono tenere i rifiuti pericolosi in azienda prima dello smaltimento?
Il deposito temporaneo consente di accumulare i rifiuti fino a 30 metri cubi complessivi (massimo 10 per i rifiuti pericolosi) e per un tempo massimo di un anno, rispettando le regole di stoccaggio sicuro.
Qual è la differenza tra rifiuti speciali e rifiuti pericolosi?
La differenza sta nella classificazione: speciali definisce l'origine del rifiuto da attività produttive o commerciali, mentre pericolosi ne indica la nocività dovuta alla presenza di sostanze tossiche o inquinanti.
Dove devono smaltire i rifiuti pericolosi i privati cittadini?
I privati possono conferire gratuitamente piccole quantità di rifiuti urbani pericolosi (batterie, vernici, farmaci, prodotti chimici domestici, piccoli RAEE) presso il centro di raccolta o isola ecologica del proprio Comune.
Come devono smaltire i rifiuti pericolosi le aziende?
Le aziende non possono utilizzare i cassonetti stradali o le isole ecologiche comunali per i propri scarti da processo produttivo. Devono stipulare un contratto con un trasportatore e/o smaltitore privato iscritto all'Albo Nazionale Gestori Ambientali.
Quali sanzioni si rischiano per l'abbandono o la gestione illecita dei rifiuti tossici?
L'abbandono o la gestione illecita di rifiuti pericolosi costituisce un reato penale punito dal D.Lgs. 152/2006 con l'arresto fino a 2 anni e ammende fino a 26.000 € per privati e imprese. In caso di traffico organizzato o inquinamento ambientale, le sanzioni prevedono la reclusione fino a 8 anni e l'obbligo di bonifica del sito a spese del responsabile.






























